«Dovremo farci l’abitudine» si commentava nei bar di Cremona, lo scorso mese di giugno dopo che un violento acquazzone in meno di mezz’ora aveva abbattuto una cinquantina di grandi alberi, sparpagliato tavoli e sedie dei dehors del centro e allagato i sottopassi in tangenziale.

Quello che ha travolto Cremona nel pomeriggio di venerdì, però, è stato qualcosa di diverso: una vera e propria tromba d'aria, dieci minuti mai visti prima, vento violentissimo e chicchi di grandine grandi come albicocche, che hanno crivellato la città.

Per fortuna nessun ferito grave o peggio.

Il paesaggio urbano però è segnato come da una sparatoria che ha preso di mira le case.

I proiettili di ghiaccio hanno bucato gli intonaci e fracassato le finestre, il vento ha scoperchiato mansarde e terrazze annullando ogni soglia di protezione.