Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa crisi finanziaria del FC Barcelona e il suo piano di ristrutturazione rappresentano uno degli snodi più complessi nella storia recente del diritto e dell'economia dello sport. Per far fronte a un indebitamento strutturale e rientrare nei rigidi parametri del Limite de Plantilla imposti da LaLiga, il club catalano ha inaugurato la stagione delle cosiddette «palancas»: una serie di imponenti operazioni di finanza straordinaria basate sulla cessione anticipata di ricavi futuri e sullo spin-off dei propri rami media e digitali. Un'architettura contabile ambiziosa che, tuttavia, ha dovuto fare i conti con i principi di prudenza, la svalutazione dei crediti e i nuovi vincoli della Uefa.
Il sistema Chelsea, ovvero come fa il club inglese a spendere così tanto sul mercato
Il modello adottato dal FC Barcelona nel biennio post-pandemico rappresenta uno dei casi più complessi di ingegneria finanziaria e contabile applicata al settore calcistico. A fronte di una crisi di liquidità e di un indebitamento lordo superiore a 1,3 miliardi di euro, la dirigenza blaugrana ha fatto ricorso al meccanismo delle cosiddette palancas (leve finanziarie). Tale strategia ha previsto l’alienazione anticipata e pro-soluto di quota-parte di asset operativi e ricavi futuri di titolarità del club. La finalità prioritaria non è stata soltanto il reperimento di cassa a breve termine, ma l’immediata imputazione a conto economico di rilevanti plusvalenze da cessione (gain on disposal), necessarie per incrementare il patrimonio netto e allargare il ceto di costo ammissibile ai sensi delle regole del Limite de Plantilla (il tetto al monte ingaggi) imposto dalla Lfp (LaLiga).







