Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa finanziaria? «Noi vorremmo una cosa sola, salvare l’industria italiana e la cosa di cui abbiamo più bisogno è il calo dei prezzi dell’energia. È da anni che parliamo di questo tema, oggi siamo in una situazione drammatica». Paolo Agnelli, fondatore e presidente di Confimi Industria, è un industriale bergamasco di terza generazione che con il Gruppo Alluminio Agnelli e il fratello Baldassare guida oggi un conglomerato di 13 aziende, leader nel settore dell’estrusione dell’alluminio. Ma soprattutto, in tema di economia, ha le idee chiare e dice che «l’atto più forte è abbandonare il patto di stabilità, perché penso che ci si sia accorti del fatto che il patto di stabilità, il famoso rapporto al 3% tra defict e Pil, sia qualcosa di molto insidioso ed è utilizzabile per altri scopi: tipo quello di mettere in ginocchio un Paese. Se non fossimo in tempo di guerra saremmo abbondantemente sotto il 3%».

Per cui «se vogliamo salvare l’industria bisogna sicuramente porre le condizioni per farlo. Le imprese italiane devono avere l’energia a un prezzo medio europeo». E la cosa è per Agnelli ampiamente fattibile: «Ci sono spazi per farlo perché abbiamo già visto che le aziende dell’energia hanno guadagnato 80 miliardi di extraprofitti. Dove vanno questi utili? Chiaramente per una certa parte nei dividendi per i loro associati, ma soprattutto vanno nelle casse dello Stato per quanto riguarda non solo l’Iva, ma anche le accise. E poi i dividendi che sono tantissimi per lo Stato, avendo il 30% delle società privatizzate».