Blindati dell'esercito spagnolo a Ceuta (Getty Images)
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L’esecutivo di Pedro Sánchez si ostina a negare la gravità della situazione nell’exclave spagnola sulla costa africana. Gli abitanti di Ceuta sono «un esempio di convivenza, solidarietà e serenità», dichiarava ieri pomeriggio in audizione al Congresso il ministro dell’Inclusione, la Sicurezza sociale e la Migrazione, Elma Saiz. Per la portavoce del governo, «difendere i nostri confini è un obbligo, ma proteggere la dignità umana lo è altrettanto».
Sta di fatto che la città autonoma è «sull’orlo del collasso», ha ribadito ieri mattina il presidente Juan Jesús Vivas, al termine di un’assemblea con parlamentari di diversi gruppi. «È ad alto rischio per la sicurezza pubblica; il normale funzionamento dei servizi; l’assistenza sanitaria e la salute pubblica; il mantenimento dell’attività economica e dell’occupazione; la convivenza; la fiducia nel futuro e la sicurezza nazionale», riportava il testo della comunicazione istituzionale.
«Per evitare il disastro non abbiamo molto tempo; è necessario che il governo nazionale agisca immediatamente, senza ulteriori indugi, al fine di ripristinare la normalità», ha implorato l’assemblea di Ceuta.










