««Ho iniziato a lavorare a 19 anni in un’azienda tessile e ne avevo 48 quando ha chiuso. Pensavo di essere ancora abbastanza giovane per essere assunta da un’altra parte, e invece…». (Luisa)

«Mi hanno licenziata due settimane prima del mio cinquantesimo compleanno. Nel posto dove lavoravo, un’azienda importante in via di ristrutturazione, hanno cominciato a parlare di risultati, performance e obiettivi. Sono diventata un esubero. Il tizio che mi ha mandata via somigliava un po’ a George Clooney nel film Tra le nuvole. Ho spedito curriculum a chiunque, ho chiamato, provato a reinventarmi. Leggo delle bellissime cinquantenni che ci sono in giro: pelle tonica, un fisico da pin up, un compagno più giovane e mi sento spacciata. Sola, invecchiata e senza lavoro». (Alessandra)

«Quando per la terza volta mi sono sentita dire “Cerchiamo una persona più giovane”, ho urlato: “Ho 50 anni, non 70! Ho fatto la segretaria di direzione per 15, parlo tre lingue, conosco tutti i programmi di catalogazione e archiviazione, ma non basta eh? Dovrei avere 30 anni e i tacchi a spillo?”. Mi sono alzata e me ne sono andata. Ho esagerato: non ho niente contro i tacchi a spillo. E mi sono rivolta a un cacciatore di teste. Solo che la mia non la vuole più nessuno. Le over 50 sono invisibili». (Marta)