Edwards, come si sta ambientando nella nostra città e in squadra? "Mi piace già tutto qui: mi piacciono le persone che mi circondano, il cibo, soprattutto come ci troviamo in squadra. Credo che siamo forti, l’un altro cerchiamo di stimolarci e costruire qualcosa, il coach è molto attento alle esigenze di ognuno di noi".

Che tipo di giocatore è? "Molto fisico, che usa il corpo e lo fa valere su entrambi i lati del campo. Poi cerco di fare ciò che la squadra ha bisogno, sfruttando i vantaggi che arrivano sul campo, o creandoli".

E’ stato definito ’giocatore scommessa’ della Pallacanestro Reggiana di quest’anno, quello che può spostare, si auspica a favore, determinati equilibri. Avverte questa responsabilità? "Sono prima di tutto fiducioso di come sto, e stiamo, lavorando. Non mi pongo un target di risultato sia come singolo che come team. Credo fermamente che dove arriveremo, spero il più in alto possibile, sarà per l’unità della squadra".

E’ la sua prima volta in Italia. Cosa l’ha convinta a scegliere Reggio? "Sono state fondamentali le conversazioni estive con il coach e con Sambugaro. Stavo cercando una situazione di alto livello, in una Lega competitiva, e le chiacchierate con Priftis mi hanno portato alla decisione definitiva. Inoltre avevo sentito parlare della Pallacanestro Reggiana e del bel campionato che aveva fatto".