Più che per rassicurare, Carlo Cimbri parla per chiarire. Troppe le speculazioni attorno alle intenzioni di Unipol in merito ai destini del Monte dei Paschi di Siena, al ruolo della città e sulle prospettive per la storica sede di Rocca Salimbeni. Mps, ha chiarito Cimbri, sarà una grande banca, tutta italiana, la sede di Rocca Salimbeni resterà, e diventerà il centro direzionale di tutto il Centro e il Sud e, ha sottolineato, soprattutto di Roma. Mps, ha detto il presidente di Unipol, «è la banca italiana più antica, con una notorietà in tutto il mondo». Sarà capofila del progetto di integrazione perché è «un marchio più conosciuto, più forte di Bper». Ma soprattutto, ha sottolineato Cimbri, «la sede storica, è quella di Rocca Salimbeni e lì resterà, perché è nostro interesse che vada così».

Non solo. «Alla fine del percorso», ha detto il presidente di Unipol, «la grande Mps diventerà 1,5 volte l'attuale Monte dei Paschi. Sarà una grande banca nazionale, di dimensione europea, ed è ragionevole pensare che proprio a Siena, oltre ad altre funzioni, faccia capo l'hub di tutte le attività per il Centro e il Sud Italia, e soprattutto Roma».Cimbri sottolinea un'altra caratteristica rilevante dell'operazione. «Tengo molto», dice, «all'italianità del progetto. Unipol e Bper, come Intesa Sanpaolo del resto, sono al 100 per cento italiane, controllate da soci italiani. E il Monte dei Paschi, che da 20 anni distribuisce i prodotti assicurativi della francese Axa, domani distribuirà quelli di Unipol».Cimbri fornisce poi, anche i numeri della realtà che nascerà mettendo insieme le attività della controllata Bper con quelle del Monte dei Paschi. «Secondo le proiezioni attuali», il gruppo avrà attivi per oltre 250 miliardi, quasi 3 mila filiali, 230 miliardi di depositi, circa 200 miliardi di finanziamenti a imprese e famiglie, oltre 30 mila dipendenti. Otto milioni di clienti di cui oltre 1,5 milioni di imprese».Insomma, sottolinea il presidente di Unipol, «non compriamo quanto rimarrà di uno spezzatino di Mps, ma una banca con tutta la sua dignità e solidità. La presenza sul territorio», aggiunge, «si difende con lo sviluppo e lo sviluppo dipende anche dalle dimensioni».Il passaggio Intanto ieri sono emerse le valutazioni del comitato parti correlate di Mps sull'Ops lanciata dal Monte su Banca Generali. Nella definizione dei termini e delle condizioni dell'Ops di Mps su Banca Generali, spiega il documento, «non sono stati coinvolti né soci rilevanti di Mps né Assicurazioni Generali, essendo la strutturazione dell'operazione stata condotta esclusivamente dal management di Mps in completa autonomia, senza alcuna precedente trattativa».Lo scorso 20 agosto, nel corso di «una lunga sospensione dei lavori consiliari», il Comitato ha dato via libera all'operazione, con la sola astensione del consigliere Nicola Maione, che la ha motivata «rilevando che, seppur sussista potenzialmente un interesse della banca al compimento dell'operazione, non siano stati suffragati o sufficientemente mitigati i rischi di execution, mercato e legali». L'Ops è stata poi approvata dal cda con l'astensione dei consiglieri Paolo Boccardelli, Antonella Centra, Paola De Martini e Nicola Maione, che, «pur riconoscendo la potenziale convenienza economica delle operazioni oggetto di delibera per la banca», hanno ritenuto di «non aver ricevuto risposte esaurienti ai vari profili segnalati e pertanto di non essere nella posizione di poter agire in maniera informata».Intanto sale ancora in Borsa il premio per l'Opas di Intesa, ieri al 3,95%.