Autotrasportatori e tassisti schiacciati dagli aumentiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl caro carburanti torna a pesare sulle categorie che ogni giorno fanno del gasolio una delle principali voci di spesa della propria attività. Autotrasportatori e tassisti si trovano a fare i conti con costi crescenti che, in un mercato già caratterizzato da margini ridotti, rischiano di trasferirsi sui prezzi dei servizi e, in alcuni casi, di mettere in difficoltà le imprese più fragili. Una situazione che preoccupa gli operatori dopo mesi in cui le categorie speravano che l’emergenza potesse finalmente rientrare.

Per gli autotrasportatori, il problema è particolarmente evidente. "Per fare un esempio, per un mezzo di grandi dimensioni una tensione del genere sposta il costo totale del consumo dagli 800 ai mille euro a parità di percorrenza", spiega Enrico Tangerini, presidente provinciale di Cna Fita. Una stima importante che restituisce la misura dell’impatto che l’aumento del gasolio può avere sui bilanci delle aziende. "Non si vedeva una situazione di questa gravità da almeno 30 anni. Le più grandi difficoltà le soffrono soprattutto le realtà più piccole del settore, che magari non hanno una vera e propria cultura d’impresa e nemmeno la forza contrattuale necessaria in questi scenari nei confronti dei clienti", spiega Tangerini. Il riferimento è alla gestione dei contratti degli autotrasporti, dove da anni esistono strumenti che consentono di legare il prezzo del servizio alle variazioni del costo del carburante, ma non tutte le imprese li hanno applicati in modo adeguato. Nelle aziende più strutturate, "l’aumento dei costi può essere gestito con più facilità grazie a queste clausole che permettono di attutire l’aumento del gasolio. Altri imprenditori magari non hanno la possibilità di affidarsi a professionisti per la gestione contrattuale".