Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Il cedimento iniziale che ha scatenato poi l’inferno di macerie è molto probabilmente avvenuto al primo piano. Un pilastro del piano interrato si è letteralmente piegato in avanti verso il mare, evidentemente schiacciato dal peso del crollo. Le campate, cioé le distanze tra un pilastro e l’altro, erano di 10 metri. E potrebbe essere stata questa una lunghezza eccessiva, considerata anche la tipologia costruttiva “Plastbau”.
Sembrano questi i primissimi elementi di valutazione degli addetti ai lavori dopo il sopralluogo tecnico tra le macerie della palazzina di Pistunina, crollata il 30 luglio. Un disastro che ha provocato sei vittime.
È chiaro che ancora non c’è nulla di ufficiale, bisognerà attendere la superperizia dei tre consulenti nominati dalla Procura. Ma dal primo step di controlli più d’un addetto ai lavori ha fatto queste valutazioni sulle cause che hanno provato questa tragedia.
Giovedì mattina era in corso il sopralluogo nell’area e il comandante dei vigili del fuoco Michele Burgio mentre tutti si trovavano nel piano interrato, quello dove c’è il garage per intenderci, che dalla strada non si vede, ha fatto notare a tutti che uno dei pilastri lato mare si è piegato in avanti, cioé i vigili del fuoco lo hanno trovato letteralmente piegato in avanti, mentre tutti gli altri pilastri del piano interrato erano integri.










