HomeSienaCronacaIl dibattito dentro al Pd su primarie e programmaAlla Festa dell’Unità di Abbadia San Salvatore con il presidente Bonaccini la parlamentare Simona Bonafè e il presidente della Toscana Eugenio Giani.Da sinistra Simona Bonafé, Stefano Bonaccini, Eugenio Giani e Michela BertiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSala piena, confronto serrato e una domanda sul tavolo: come costruire un’alternativa credibile alla destra e, soprattutto, come trasformarla in una coalizione capace di governare? È da questa domanda che ha preso le mosse uno dei dibattiti della Festa dell’Unità di Abbadia San Salvatore, che ha messo al centro come, in vista delle prossime elezioni, la coalizione di centrosinistra debba misurarsi con i territori e con le questioni che attraversano la vita quotidiana. "Il mio modello è il riformismo del fare - ha risposto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani alla domanda della giornalista Michela Berti caposervizio La Nazione Siena-. Secondo me tutto passa dai vari organismi per migliorare le nostre leggi e adeguarle ai nostri valori. Sono nemico della cultura del "no". Il centrodestra e la Meloni sono espressione di un Paese in declino, nel riformismo del fare vedo un Paese che ritrova la propria identità e la capacità di essere un riferimento nel mondo. Alcuni punti sono: investire sulla sanità pubblica, non esiste una concezione aziendalistica; investire sull’istruzione pubblica; l’energia e la coprogettazione territoriale degli impianti alternativi; le infrastrutture; la necessità di promuovere economia e agricoltura". Il tema delle alleanze resta però legato a quello della proposta politica. "Sto girando l’Italia e non trovo un cittadino che mi abbia mai fermato per chiedermi quando faremo le primarie - dichiara Stefano Bonaccini, presidente del Pd ed europarlamentare -. Gli italiani diranno alle elezioni che adesso stanno peggio di cinque anni fa, anche sul tanto caro tema della sicurezza. Non faremo una coalizione contro gli altri, serve un’idea di Paese, per cui servono una coalizione unita, faccio fatica a immaginare che anche chi si rese protagonista di quella divisione ripeta dopo cinque anni lo stesso errore. L’unità della coalizione è necessaria ma non sufficiente, è necessaria una proposta politica alternativa ai problemi che tutti conosciamo. Scriviamo il programma. Inoltre, si vota anche per il prossimo presidente della Repubblica".