"Non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa", "resisto al fango con la mia storia": Sigfrido Ranucci ha parole di fuoco per rispondere alla decisione della Rai di sostituirlo alla guida del programma d'inchiesta. E' un atto di sfida a "persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti" che è stato lanciato attraverso i primi messaggi a caldo postati sui social, prima di andare in scena nella nuova tappa del suo tour teatrale, a Favignana. Con la promessa quindi che il suo non è un "addio". La scelta di Viale Mazzini di cambiare dopo tanti anni la conduzione di Report, affidandola a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, è stata condannata senza appello da Ranucci, nel merito e nel metodo. I due colleghi che lo sostituiranno vengono liquidati come "persone scelte mortificano professionalità che hanno fatto storia" del programma.
Nel mirino dei suoi strali, comunque, c'è soprattutto la dirigenza Rai e i media che lo hanno messo sulla graticola dopo l'arresto di Valter Lavitola, nell'ambito dell'inchiesta sull'attentato ai danni del giornalista. Il motivo della mia sospensione - afferma Ranucci - "è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioe' da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato cunei d'ombra sul sottoscritto", le parole di Ranucci. "Il gioco è fatto", la sua conclusione. In questo quadro i segnali dell'ormai ex conduttore di Report sembrano essere orientati alla chiusura totale verso la Rai, che come opzioni alternative avrebbe pensato ad un incarico a Rainews, al Tg3, oppure in un ufficio di corrispondenza. Per il resto il giornalista sotto scorta studia le sue prossime mosse proseguendo il tour del suo spettacolo "Diario di un trapezista". A Favignana la sua presenza in questi giorni è stata discreta, lontano dai riflettori, legata principalmente agli eventi organizzati. Si è visto poco in giro, a parte qualche puntata in spiaggia e alcune passeggiate nel centro dell'isola delle Egadi, dove non sono mancati gli incontri con residenti e turisti: in qualche occasione si è fermato per una fotografia o per firmare un autografo. Questi incontri, ha assicurato, gli danno la "forza di andare avanti", così come "rivedere le immagini che tutti hanno dimenticato": ovvero, quelle dell'attentato che ha subito e che in questa occasione ha postato sul profilo Facebook. Nel frattempo il suo legale, Roberto De Vita, ha assicurato che il suo assistito "condurrà battaglie in ogni sede per la difesa della libertà del giornalismo d'inchiesta".










