A quasi un anno dal fallimento del primo tentativo, l'Unione europea torna a guardare ai beni russi congelati come possibile fonte di finanziamento per l'Ucraina. Sul tavolo ci sono circa 210 miliardi di euro di riserve della Banca centrale russa immobilizzate in Europa. L'obiettivo è capire se sia possibile utilizzarle per sostenere Kiev senza continuare a caricare il peso della guerra sui bilanci pubblici degli Stati membri.

PUBBLICITÀ

L'idea era stata lanciata da Ursula von der Leyen e sembrava poter rappresentare una svolta: utilizzare il denaro dell'aggressore per finanziare la resistenza della vittima. Ma nel dicembre 2025 il progetto si era scontrato con forti resistenze politiche, legali e finanziarie. I 27 leader europei avevano quindi scelto una strada più tradizionale, approvando un prestito da 90 miliardi di euro finanziato attraverso un nuovo indebitamento comune.

Quel compromesso, però, potrebbe non essere sufficiente.

Quattro Paesi chiedono di riaprire il dossier