«L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo». Così Umberto Eco, nel suo intervento alla Columbia University del 25 aprile 1995, che sarebbe poi diventato il breve e prezioso saggio “Il fascismo eterno”. Giusto un anno dopo Tim Burton girò “Mars Attacks!”: una delle scene chiave è il discorso con cui il Presidente degli Stati Uniti Dale, interpretato da Jack Nicholson, cerca di convincere l’imperatore marziano ad abbandonare i propositi di invasione. «Pensate – dice – a quanto forti potremmo diventare: la Terra e Marte, una cosa sola!». Solo che quando pronuncia la parola Terra, Dale fa un ampio gesto con la mano, mentre Marte è solo un puntino fra indice e pollice. Tim Burton non si offenderà, ma il paragone è perfetto per commentare un altro attacco, quello del ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara a Umberto Eco (quest’ultimo nell’ovvio ruolo della Terra): sul Foglio, Valditara definisce infatti “Il fascismo eterno” una «mistificazione politica» che ha contribuito «ad alimentare una vera e propria psicosi inquisitoria». Non molti giorni dopo, la sua (e anche nostra, ahimè) presidente del Consiglio ha detto al New York Times che se avessimo vissuto il fascismo «lo avremmo percepito diversamente».Dunque, Eco aveva perfettamente ragione, e sbaglieremmo a tacciare di narrazione ridicola (come ha fatto Valditara con Eco) quella che la destra italiana sta conducendo. Perché in diversi casi funziona. Pensiamo ora a Guido Castelli, senatore di Fratelli d’Italia e dal 2023 commissario straordinario alla ricostruzione dei luoghi colpiti dal terremoto: il 24 agosto, giorno del decennale, è ormai alle spalle, e si suppone che ognuno abbia ricevuto la sua dose di promesse e racconti (giustamente) accorati di chi ancora una casa non ce l’ha e non la avrà a lungo. La novità è che fra una fotografia di macerie e quella di un convegno sono spuntati i miracolati di Castelli: persone che rilasciano interviste ai giornali locali parlando del commissario come di Padre Pio, ex attivisti che da critici diventano di colpo lodatori. Beh, si dirà, se qualcosa si è fatto è giusto dirlo. Parlano i numeri, invece. Come nel report di ActionAid dove si scopre che due interventi pubblici su tre non hanno ancora avviato il cantiere, e che il 66,3% delle opere si trova ancora nelle fasi che precedono l’inizio materiale dei lavori. Significa che, anche nei territori più feriti, circa sette interventi su dieci sono ancora al «poi lo facciamo». «Il ritardo», aggiunge ActionAid, «non è solo tecnico o amministrativo perché una ricostruzione incompleta indebolisce reti sociali e senso di appartenenza delle comunità». Il contrario di quello che viene detto ufficialmente.Per questo, la cosa preziosa di oggi è “Sotto la piramide. Houdini e Lovecraft indagano l’ignoto” di Stefano Varanelli, che esce per i tipi di Cluster. Harry Houdini e Lovecraft furono effettivamente amici e corrispondenti, e in questo caso si immagina che siano anche complici di un’avventura che si svolge in un maniero del Rhode Island. Cosa ha a che vedere un illusionista con l’attuale governo? Ricordate il motto dei maghi: «Avvicinatevi. Più vicini. Perché più pensate di vedere, più sarà facile ingannarvi». O, come diceva Eco: «La risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata come la “voce del popolo”».