Ci sono situazioni che nascono magiche. Per esempio quando Umberto Eco parla di Italo Calvino ci accorgiamo che Giovanna, giovane figlia dello scrittore, è qui con noi in mezzo alla folla. E quando sta per andare in scena La scoperta dell’America dal Diario Minimo di Umberto Eco, interpretata da quattro attori di Broadway diretti da Arnold Weinstein, noto che l’attore principale, Gary Goodrow è lo stesso che, esattamente trent’anni fa, appariva nella foto di copertina del mio primo libro, Nuovo Teatro Americano, che Umberto Eco, allora direttore editoriale, aveva pubblicato da Bompiani. Siamo nella sala dell’Istituto di Cultura di New York, gremita all’inverosimile, fino alle scale e all’atrio che dà su Park Avenue. Quasi tutti giovani, in gran parte americani. Sono venuti ad assistere a un «dialogo in pubblico» con Umberto Eco. Ne ha parlato il New York Times e questo spiega la folla. Ci sono due occasioni per questo «dialogo in pubblico». Uno è l’invito ad Harvard. Umberto Eco è il primo italiano a divenire titolare delle celebri Norton Lectures. L’altra è la pubblicazione americana del primo Diario Minimo, che esce col titolo Misreadings. Quel libretto, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1963, era la raccolta di note e frammenti apparsi sulla rivista letteraria Il Verri fra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio degli Anni Sessanta. Dunque il primo materiale biografico sulla vita di Umberto Eco. Parte di qui il nostro dialogo.