Una chiesa gremita, il dolore di una famiglia e di un’intera comunità. Boscoreale ha dato oggi l’ultimo saluto a Giuseppe Riccardi, 32 anni, morto dopo aver lottato in ospedale in seguito al drammatico investimento avvenuto a Capri, dove lavorava.Nella parrocchia di Sant’Anna ai Pellegrini si sono raccolti familiari, amici, conoscenti e tanti cittadini. Una comunità ancora segnata da una morte arrivata dopo giorni di speranza e preghiere, quando Giuseppe era ricoverato in terapia intensiva al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Durante l’omelia, il parroco don Emilio Ventre ha scelto parole di fede per accompagnare il dolore dei presenti. "La vita ce lo ha tolto troppo presto – ha detto – è una tragedia che ha toccato la famiglia e i parenti tutti e ha causato un dolore indescrivibile". Di fronte a una morte così improvvisa e difficile da comprendere, il sacerdote ha invitato la comunità a non cedere alla disperazione: "La morte non è la fine, ma dopo la morte c’è la vita. Ora sappiamo che Giuseppe vive con Dio nel suo amore".E ancora: "Anche se sembra che la morte abbia vinto, non è così". Un messaggio rivolto soprattutto alla famiglia, chiamata ad affrontare una perdita impossibile da accettare. Don Emilio ha quindi chiesto silenzio e preghiera, evitando parole e commenti che possano aggiungere dolore a quello già vissuto: "Serve silenzio e preghiera così possiamo dare onore alla sua anima". Nel ricordo del parroco resta soprattutto la figura di Giuseppe, un giovane lavoratore, buono, conosciuto e benvoluto. Un ragazzo che aveva costruito la propria quotidianità tra Boscoreale e Capri e che oggi lascia un vuoto profondo in entrambe le comunità. La celebrazione dei funerali arriva mentre proseguono gli accertamenti sulla tragedia di Capri, con l’inchiesta che dovrà chiarire la dinamica dell’investimento costato la vita a Giuseppe.