Caro Aldo, la morte del bagnino Fabrizio avvenuta nel tentativo di salvare una persona in mare, mi fa riflettere sul fatto che oggi i bagnini dispongono dei medesimi attrezzi di salvataggio di molti decenni fa. Se avessero in dotazione obbligatoriamente un piccolo scooter d’acqua, sarebbero avvantaggiati. In ogni caso Fabrizio è morto con onore.Paolo Novaresio Ho indossato per anni quella maglietta rossa da bagnino, proprio come Fabrizio Valente. Solo al pensiero mi viene la pelle d’oca. Spesso ci si prende anche gioco di noi, pensando che siamo lì seduti su una sedia a prendere il sole. E invece...Marco Castoldi

Cari lettori,non amo la parola eroe, ma Fabrizio Valente è morto davvero da eroe. In teoria, in termini giuridici astratti, non era tenuto a tuffarsi: i bagnanti in pericolo non erano del suo stabilimento. Ma lui non ha fatto calcoli, ha messo in rischio la sua vita, e l’ha sacrificata per salvare un uomo che non aveva mai visto né conosciuto. La prima considerazione che ci ispira questa storia è il rispetto e il dolore per un italiano di cui possiamo essere orgogliosi. Sono certo che il Quirinale e il Viminale accoglieranno la proposta di conferire a Fabrizio Valente la medaglia d’oro al valor civile.Poi c’è un’altra considerazione da fare. L’uomo che Valente ha tentato invano di salvare aveva 66 anni (la moglie che era in acqua con lui è stata tratta in salvo da un altro bagnino). Parlandone con il rispetto dovuto a una vittima, avrebbe dovuto essere più cauto. Valente di anni ne aveva 62. Un’età cui in mare, più che aiutare, si viene aiutati. Aveva già effettuato un salvataggio la mattina. Quello del pomeriggio gli ha procurato il malore che gli è stato fatale.Questo riguarda tutti noi. In ogni campo. Non è un caso specifico; è una legge generale. Un po’ tutti noi pensiamo di poter fare per sempre le stesse cose. Ci riteniamo eterni, immortali, immutabili. Ci consoliamo del tempo che passa con la retorica per cui abbiamo vent’anni in meno dei nostri nonni alla nostra età, i cinquanta sono i nuovi trenta, i settanta i nuovi cinquanta. Poi la biologia e la natura ci presentano il conto. I carabinieri vanno in pensione a sessant’anni. Forse è un po’ presto, a sessant’anni si possono ancora svolgere ruoli dirigenziali o burocratici. Ma certo non si possono fare gli inseguimenti o le sparatorie o le catture per strada. E quello che vale per i carabinieri vale per altre categorie.