«Erano convinti che fossi morta». È drammatica la testimonianza di Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all'alluvione in Nepal e compagna di Stefano Lotumolo, l'altro connazionale che è riuscito a salvarsi dalla violenta valanga che si è formata lungo il sistema fluviale del Bhotekoshi, dove vivono decine di migliaia di persone e meta di turismo internazionale.
Il racconto «Eravamo in dodici su un bus diretti al monte Kailash per un pellegrinaggio quando abbiamo visto una enorme nube marrone che veniva verso di noi e abbiamo sentito un boato immenso. Quando abbiamo realizzato che era una valanga l'autista ha aperto le porte e siamo scapparti a piedi», ha raccontato all'Ansa Valentina«Mentre scendevo sono inciampata e ho perso la ciabatta, sentivo urlare il mio nome ma in quel momento non vedevo altro se non la nube marrone che mi veniva addosso. Così, senza rendermene conto sono andata nella direzione opposta agli altri. Sono scappata sulle montagne, mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l'aiuto dei nepalesi non sarei qui adesso. Il mio compagno Stefano e la nostra guida Tashi erano convinti che fossi morta. Tashi è stato il mio angelo custode, ha rischiato più volte la vita per me». «Il Nepal si e distrutto. Il Nepal mi ha distrutta. Ma i Nepalesi mi hanno salvata», ha aggiunto la torinese.Stefano Lotumolo, i video sui social «Sono vivo! Ancora non ci credo ma sono vivo», aveva scritto sul suo profilo Instagram Stefano Lotumolo, fotografo toscano e compagno di Piccinini. «Ero in uno dei punti più colpiti dall'alluvione» racconta il fotografo, mostrando «quel che resta del villaggio di Timore, a pochi km dal confine Nepal-Cina». «Le onde di fango e detriti hanno raggiunto altezze incredibili come le scene che sei abituato a vedere nei film». Nel video anche gli istanti del salvataggio di «uno dei pochi superstiti» soccorso con l'ausilio di un elicottero. «La morte ci ha bussato al pullman e ci ha detto: scendete, non è il vostro momento. Eravamo partiti il giorno prima per un viaggio spirituale verso il monte Kailash, considerato la dimora del dio Shiva. Avevamo raggiunto un villaggio che oggi non esiste più, è stato completamente spazzato via. Il luogo dove abbiamo dormito non esiste più. E abbiamo perso documenti, soldi, tutto. È stato un vero incubo. Anche se per noi, alla fine, è stata una benedizione». Il fotografo ricorda i pochi istanti che hanno separato il gruppo, nel quale c'era anche l'italiana Valentina Piccinini di Torino, dalla tragedia: «Eravamo sul pullman, a circa 20 metri da dove è avvenuto il disastro. A dieci metri da noi abbiamo visto arrivare un'onda gigantesca di fango e detriti dalla montagna. C'era un rumore pazzesco. Abbiamo capito subito che stava accadendo qualcosa». Poi «abbiamo sentito un boato pazzesco. La massa di acqua, fango e detriti è passata a circa dieci metri da noi, trascinando via gli altri pullman che erano davanti. Abbiamo avuto venti secondi per uscire dal nostro mezzo e salvarci», aveva raccontato all'Adnkronos.











