Uno ai domiciliari, gli altri liberi Il ragazzo è comparso davanti al giudice avvalendosi della facoltà di non rispondere. La difesa si è opposta alla convalida sostenendo che non ci sarebbero prove certe, sulla base delle testimonianze, che fosse stato proprio il 20enne ad aggredire l'autista. Il giudice ha deciso diversamente: arresto convalidato e domiciliari con braccialetto elettronico. L'accusa contestata è quella di lesioni aggravate. Gli altri tre identificati dopo gli accertamenti dei carabinieri sono stati invece denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Sono rimasti a piede libero. Una situazione che preoccupa, tra i vari, proprio l'infermiere aggredito a Torrette, che al Il Corriere Adriatico ha detto: "Appena ho scoperto che gli autori dell'aggressione all'autista erano gli stessi che avevano picchiato me, devo dire che ho provato una brutta sensazione. Ho pensato: la legge, in Italia, funziona male". L'uomo ricorda ancora quei momenti: "Da quando è successo, devo dire che ho perso un po' della mia serenità. Ho degli incubi la notte, mi spaventa l'idea che queste persone possano cercare di trovare l'indirizzo di casa mia. Avrei voglia che finissero in galera, finalmente, ma non nono sicuro se ci andranno nemmeno a questo giro".