Il Colosseo è fra le così dette “zone rosse”, ovvero quelle aree del Paese sottoposte a misure di sicurezza che consentono un massiccio dispiegamento di Forze dell'ordine e di Polizia locale e prevedono l’allontanamento forzoso immediato e temporaneo di persone considerate moleste, pericolose o titolari di precedenti penali specifici legati ad esempio a reati predatori e delitti non colposi contro la persona o il patrimonio.
L’attivazione della zona a controllo rafforzato, si legge nell’ordinanza del Prefetto, è legata al fatto che nell’area viene riscontrata una “recrudescenza di fenomeni di devianza, prevalentemente riconducibili a frange di soggetti di giovane età di origine extracomunitaria, che hanno determinato criticità a livello securitario”. Il riferimento ai "maranza", seppur non vengano mai chiamati così, appare evidente.
Nel documento si fa espressamente riferimento alla zona che si sviluppa a ridosso del sito archeologico del Colosseo che, oltre ad essere molto frequentata dai turisti, è diventata, soprattutto nei mesi estivi, la base di bande di giovani che si sono spesso resi protagonisti di comportamenti indecorosi, illeciti e violenti. Ricordiamo su tutti lo scontro fra giovani e vigili urbani avvenuto la notte del 2 luglio scorso, quando una cinquantina di ragazzi, prevalentemente di origini extracomunitarie, ha acceso dei fuochi d’artificio e si è poi scagliata contro i vigili urbani intervenuti per controllarli. La banda aveva circondato e assaltato l'auto della Polizia Locale in Largo Gaetana Agnesi, tanto che era stato necessario l’intervento di polizia e carabinieri a supporto dei vigili urbani, due dei quali erano stati feriti in modo lieve.








