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Colosseo, Fori Imperiali e Colle Oppio, passando per piazza Venezia e il Campidoglio, diventano «zona rossa» per quattro mesi a causa delle scorribande dei maranza. Un’ordinanza del prefetto Lamberto Giannini, firmata lunedì scorso, ha accolto le proposte del questore Roberto Massucci prorogando, da un lato, le misure rafforzate di sicurezza già in vigore tra la stazione Termini e l’Esquilino e introducendole per la prima volta, al contempo, nelle aree intorno all’Anfiteatro Flavio dove «si è constatata una recrudescenza di fenomeni di devianza - si legge nell’ordinanza - prevalentemente riconducibili a frange di soggetti di giovane età di origine extracomunitaria, che hanno determinato criticità a livello securitario».

Risse, rapine, furti, aggressioni «così come l’accensione di artifizi pirotecnici, rispetto ai quali - ricorda il prefetto - non va escluso che possa trattarsi di una modalità strumentale a distrarre potenziali vittime di atti delittuosi». L’apice è stato raggiunto lo scorso 1° luglio, quando una pattuglia della polizia di Roma Capitale, intervenuta a largo Agnesi proprio perché erano stati scoppiati dei petardi ad altezza d’uomo, è stata circondata da circa 50 giovani stranieri che hanno opposto resistenza «nonché compiuto atti di danneggiamento in danno delle Forze di Polizia» - ricorda la Prefettura - che erano accorse per aiutare i vigili urbani. Quattro membri del gruppo, tutti egiziani, sono stati poi rintracciati in un appartamento occupato abusivamente a Pomezia e un altro è stato espulso dal territorio nazionale. Secondo Palazzo Valentini, però, la continua frequentazione da parte di «gruppi di analoga estrazione» di Colosseo e dintorni rende probabili altri episodi simili.