USASarebbe stata una delle operazioni più grandi degli ultimi anni. Il titolo della fintech crollaDoveva essere una delle operazioni più importanti degli ultimi anni, con un movimento di oltre 50 miliardi di dollari. Già, doveva. Perché il consorzio formato da Advent International e Stripe ha rinunciato a comprare PayPal. Una decisione che chiude - almeno per ora - una trattativa che avrebbe prodotto uno dei più grandi leveraged buyout della storia. L’offerta era di 60,50 dollari per azione, un valore superiore ai 53 miliardi, secondo quanto riportato da Reuters a luglio. E non è un caso che, alla notizia, il titolo PayPal abbia perso fino al 16%.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIMa facciamo un passo indietro. Era il 2021, e PayPal valeva circa 360 miliardi di dollari. L’azienda, co-fondata da Elon Musk, sembrava l’ennesimo titano americano del mondo tech. Poi, nel giro di pochi mesi il crollo. Tanto che l’offerta firmata Advent - Stripe, arrivata nei mesi scorsi, valeva meno di un settimo di quella cifra.PayPal è una delle aziende che il post-pandemia ha punito maggiormente. Il boom del commercio elettronico nei mesi dei lookdown, aveva fatto schizzare il titolo. Il ritorno alla normalità lo ha invece punito. Anche perché intanto Apple Pay e Google Pay si sono presi il portafoglio dentro il telefono, Klarna e Affirm il settore del pagamento rateale, e Stripe e Adyen le infrastrutture dietro i siti dei commercianti.Certo, PayPal resta con un checkout riconoscibile ma tecnologicamente in ritardo, difficile da modernizzare senza rompere le integrazioni esistenti.Lo scorso 3 febbraio il consiglio d’amministrazione sostituisce l’amministratore delegato Alex Chriss con Enrique Lores, presidente del board dal 2024 e per sei anni numero uno di HP. Chriss lascia anche il consiglio con effetto immediato. E intanto si muovono i compratori. Block, Stripe e Advent si presentano insieme ad aprile (poi Block esce dal consorzio prima che l’offerta venga formalizzata). Il board di PayPal giudica la proposta inadeguata e segnala ostacoli regolatori e di finanziamento, senza mai rispondere formalmente. Il Wall Street Journal ha scritto questo mese che le due parti stavano trattando su un prezzo più alto. Nel frattempo, però, il mercato aveva già fatto il lavoro dei compratori: il titolo è salito oltre il 40% nel trimestre, portando la capitalizzazione a circa 52,6 miliardi, contro i 36 miliardi di inizio anno su cui era stato calcolato un premio del 28%.