Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«Altolà» del Consiglio di Stato alla possibilità che l’albo dei professionisti che operano come Consulenti tecnici d’ufficio (Ctu) sia integrato con alcune categorie sanitarie (infermieri e ostetriche) e con periti assicurativi, massofisioterapisti e pedagogisti. E, al contrario, «porte aperte» agli interpreti/traduttori disciplinati dalla legge 482/1999 sulla tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche (in grado, cioè, di esprimersi in franco-provenzale, albanese storico, friulano, ladino, occitano e sardo). È ciò che si legge nel recente parere di Palazzo Spada in merito allo schema di decreto del ministro della Giustizia, di concerto con quelli dell’Economia e delle Imprese e del made in Italy, che mira a modificare il decreto del dicastero di via Arenula 109 del 4 agosto 2023 relativo all’individuazione di ulteriori categorie dell’albo dei Ctu e dei settori di specializzazione, nonché concernente la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco nazionale.

Revisione delle tariffe per i Ctu

In una manciata di giorni le sorti degli ausiliari del magistrato nel processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario sono diventate di strettissima attualità: al di là del documento del Consiglio di Stato, infatti, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha dichiarato ieri a ItaliaOggi che il suo dicastero – che nel febbraio del 2024 ha costituito una commissione «ad hoc» – ha completato il lavoro di revisione delle tariffe dei professionisti che collaborano con le toghe e ha inviato il testo al ministero dell’Economia «per la bollinatura». E si è detto convinto che via XX settembre riuscirà ad emanarlo «ben prima dei 120 giorni» indicati dalla sentenza 14327/2026 del Tar del Lazio del 19 agosto che ha accolto il ricorso dell’Ordine degli ingegneri di Genova sull’aggiornamento degli onorari – fermi dal 2002 – sulla base dell’indice dei prezzi al consumo rilevato dall’Istat.