Il sommergibile d'attacco a propulsione nucleare Khabarovsk, progettato principalmente per trasportare e lanciare fino a sei droni subacquei, è entrato nel Mar Bianco per trasportare il siluro nucleare “Poseidon”. Si tratta di una recente arma nucleare autonoma, con una gittata superiore a 9.000 chilometri- e profondità fino a circa 1.000 metri – che, secondo gli esperti del settore, potrebbe addirittura creare tsunami artificiali con effetti disastrosi che si abbatterebbero lungo le coste nemiche. Come può essere letto questo episodio: una sorta d'intimidazione rivolta all'Occidente o un presagio di una nuova corsa agli armamenti strategici subacquei?
Il Khabarovsk, di 10.000 tonnellate, è costruito appositamente per trasportare nuovi sistemi d’arma autonomi, alimentati da propri reattori nucleari, che sono in grado di muoversi silenziosamente verso un obiettivo dopo essere stati rilasciati in mare. Molti esperti ritengono altamente improbabile che Mosca li usi effettivamente, facendoli esplodere sott’acqua; però bisogna prendere atto che una remotissima possibilità esiste.
Risalendo a ritroso negli anni, le origini di Poseidone sembrerebbero risalire ai primi anni '50, quando gli scienziati militari sovietici cercavano nuovi modi per aggirare i sistemi di difesa americani. Il concetto originario era progettato per trasportare una bomba “all'idrogeno” al largo delle coste degli Stati Uniti e farla esplodere sotto costa, creando in tal modo uno tsunami artificiale, capace di distruggere intere città o basi navali.












