Vent'anni dopo, il nome di Renato Biagetti continua a essere pronunciato da migliaia di persone. Lo si è visto il 27 agosto sulla spiaggia di Focene, dove amici, familiari, compagne e compagni di lotta e del centro sociale Acrobax e dall’Anpi si sono ritrovati ancora una volta nel luogo dell'aggressione che, nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2006, costò la vita al giovane tecnico del suono e attivista romano. Un appuntamento che negli anni è diventato molto più di una commemorazione. Un rito collettivo che rinnova una promessa racchiusa nello slogan "Io non dimentico", nato per custodire la memoria di Renato e trasformarla in impegno civile e antifascista. Renato aveva 26 anni. Si era appena laureato in Ingegneria, lavorava come tecnico del suono e frequentava il centro sociale Acrobax. Dopo una serata reggae sulla spiaggia di Focene venne aggredito da due giovani di 17 e 19 anni e colpito con otto coltellate. Una vicenda che il movimento antifascista romano continua a definire un omicidio di matrice fascista e che, a distanza di due decenni, resta una ferita aperta per la città.

“Da quel dolore sono nati progetti, festival, alleanze e legami tra generazioni e lotte diverse – ricordano gli attivisti di Acrobax – perché la memoria è un ingranaggio collettivo potentissimo”. Così anche quest'anno, davanti alla targa installata dall’Anpi che ricorda Renato sul litorale di Focene, si sono intrecciati ricordi personali, testimonianze e riflessioni sul presente. Per molti dei partecipanti, il significato della giornata va oltre il ricordo di una vittima: rappresenta la necessità di mantenere viva la consapevolezza di ciò che l'intolleranza e l'odio politico possono produrre.