Roma, 28 agosto 2026 – C’è una frase che ritorna spesso quando si parla di relazioni sentimentali: per stare bene con qualcuno bisogna prima stare bene con se stessi. È diventata quasi una regola. Prima imparare a bastarsi, poi incontrare l’altro. Prima risolvere le proprie fragilità, poi costruire una relazione.

Ma forse stiamo chiedendo a questa frase di dire qualcosa che non dice.

Gli esseri umani non sono fatti per bastarsi. Una parte importante della nostra regolazione emotiva avviene nelle relazioni: cerchiamo conforto, conferme, vicinanza; la presenza dell’altro può modificare il nostro stato emotivo e persino il modo in cui percepiamo ciò che ci accade. Avere bisogno di qualcuno non è necessariamente il segnale di una dipendenza o di una scarsa autonomia. È parte della nostra natura sociale.

Soprattutto, stare bene con se stessi e stare bene con gli altri non sono due condizioni completamente separate, né necessariamente sequenziali. Entriamo nelle relazioni con la nostra storia, le nostre aspettative e il nostro stato del momento, ma le relazioni, a loro volta, modificano continuamente tutto questo.

Forse, allora, “stare bene con se stessi” non significa stare bene da soli. Significa qualcosa di più dinamico: avere una sufficiente possibilità di regolare e aggiornare il modo in cui rappresentiamo noi stessi, l’altro e ciò che sta accadendo tra noi.