di
Marco Vigarani
Il palleggiatore dell'Itas Riccardo Sbertoli ha dovuto alzare bandiera bianca: «Non è mai bello uscire dal campo dolorante». Il compagno di squadra Daniele Lavia: «È stato come giocare sei set e mezzo»
Un’ora e mezza di gioco per un solo set val bene un primato mondiale e pure... crampi da record. Ne sa qualcosa Riccardo Sbertoli, regista dell’Itas e della nazionale che ha diretto l’orchestra azzurra nello storico primo set dell’altro ieri contro la Germania, incredibilmente chiuso sul punteggio di 64-66, dopo 89 interminabili minuti: nuovo record assoluto nella storia della pallavolo.
Il problema dei crampiAl termine della maratona, il palleggiatore ha dovuto alzare bandiera bianca: «Non è mai bello uscire dal campo dolorante, specie quando indossi questa maglia. Ho avuto un episodio di crampi su tutta la gamba sinistra di un’intensità che non avevo mai provato e questo è stato il motivo per cui ho dovuto abbandonare il campo». Nessun timore però per lui e per i tifosi: «Ci tengo a ringraziare tutti per i messaggi che mi avete scritto e a rassicurarvi in quanto sto meglio e non ci sono preoccupazioni sul futuro – sono le parole di Sbertoli, che ha poi elogiato la squadra azzurra –. Un grandissimo applauso ai miei compagni per aver portato a casa la partita più lunga di sempre».










