Roma, 28 ago. (askanews) – Gufi da accarezzare, ricci, serpenti, maialini, lontre e perfino capibara, oltre agli intramontabili gatti. I cosiddetti “animal café” sono ormai una delle tappe più popolari per molti turisti stranieri alla ricerca di un Giappone “carino”, rassicurante e stereotipato, fatto di animali “kawaii”, fotografie da pubblicare sui social e incontri ravvicinati difficilmente possibili altrove. Ma dietro questa immagine patinata crescono da tempo le preoccupazioni per le condizioni in cui vengono tenuti gli animali e per i rischi igienici. Ora il governo giapponese ha deciso di intervenire.

Il ministero dell’Ambiente avvierà già dal prossimo mese un’indagine conoscitiva sugli “animal café”, centinaia di locali sparsi nel Paese nei quali i clienti possono interagire con animali di specie molto diverse.

La prima fase servirà a stabilire quanti locali siano effettivamente in attività e quali animali ospitino. Successivamente il ministero verificherà il rispetto delle norme esistenti, controllando tra l’altro lo spazio a disposizione degli animali e la frequenza con cui vengono pulite le strutture.

“Potremmo poi effettuare ispezioni sul posto se individueremo strutture che sembrano violare le regole” previste dalla legge sulla protezione degli animali, ha spiegato all’Afp un funzionario del ministero, chiedendo di non essere identificato.