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La nuova edizione ampliata di "Mi sono conosciuto nel sogno", curata da Valentina Fortichiari per Adelphi, restituisce il laboratorio intellettuale e umano dello scrittore scomparso nel 1973

28 agosto 2026 | 09.23

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Un lungo viaggio nella mente e nella vita di Guido Morselli, attraverso oltre trent’anni di appunti, riflessioni, letture, incontri e sogni. E' "Mi sono conosciuto nel sogno", il diario dello scrittore riproposto da Adelphi ( pagine 442, 26 euro) in una nuova edizione ampliata, a cura di Valentina Fortichiari, con una prefazione di Giuseppe Pontiggia. Morselli, nato nel 1912 e morto suicida il 31 luglio 1973, iniziò a tenere il diario nel 1938 e continuò a farlo pressoché fino alla fine della sua vita. Le pagine raccolgono un materiale estremamente vario, nel quale l'autore registra gli avvenimenti quotidiani ma soprattutto interroga se stesso, utilizzando letture, incontri e circostanze personali come strumenti per mettere alla prova le proprie idee. "Le cose esistite e gli eventi accaduti non sono ombre, che noi lasciamo indietro", scrive Morselli, riflettendo sul rapporto tra memoria e tempo. Il passato, nella sua prospettiva, non coincide con ciò che è scomparso, ma costituisce una dimensione ancora presente, capace di continuare ad agire sull'individuo.