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Ultimo aggiornamento: 7:06

Finalmente è uscito nelle librerie Gual, una feroce tenerezza, il libro di mio fratello Roberto Farina sulla figura tormentata di Mirko Gualerzi, pittore e scultore, un colosso del Novecento, un colosso dimenticato, per Milieu edizioni. Milieu edizioni segue mio fratello da molti anni, ha pubblicato e ripubblicato tutti i suoi libri; un matrimonio artistico fatto di fedeltà, amicizia, passioni condivise per gli ultimi, gli emarginati dal mercato, per i ribelli, per chi va “in direzione ostinata e contraria”.

Il libro è bellissimo come oggetto tipografico, come grafica, con un corredo fotografico di alto livello, stampato con tutti i crismi, è bello tenerlo in mano e sfogliarlo. Sono circa 260 pagine di scrittura che oserei definire tridimensionale, ci si entra dentro con gli occhi e l’immaginazione.

Tutto nasce quando mio fratello una domenica mattina esce di casa e vicino al muro del portone trova un quadro appoggiato: il giocatore di disco. Ne rimane folgorato. Intorno il caos di una fiera di quartiere, musica di Al Bano e Romina nell’aria, imbonitori, bambini che urlano e giocano, e il silenzio dell’arte appoggiato al muro, ma un silenzio che urla e grida vendetta: vendicami amico mio, vendicami da tutta l’indifferenza che mi circonda. E Roberto non si fa mai ripetere due volte queste richieste, queste invocazioni, soprattutto quando a farle è l’arte, in questo caso la pittura di Mirko Gualerzi.