Ricercatori del MIT CSAIL hanno individuato una nuova classe di attacco contro l'esecuzione speculativa dei processori, capace di aggirare le protezioni introdotte dopo la scoperta di Spectre. Il team, guidato dal dottorando Daniël Trujillo e dalla professoressa assistente Mengjia Yan, ha dimostrato la tecnica su hardware Intel e AMD, arrivando a sottrarre il file delle password di un sistema Linux.
I processori moderni devono buona parte delle loro prestazioni all'esecuzione speculativa: invece di attendere di sapere quale ramo di codice un programma seguirà, il chip anticipa la strada più probabile e comincia a elaborarla in anticipo.
Se l'ipotesi è corretta, si guadagna tempo; se è sbagliata, il lavoro svolto viene scartato, ma lascia tracce misurabili nella microarchitettura. Dalla divulgazione della vulnerabilità Spectre, nel 2018, è noto che queste tracce possono essere sfruttate per estrarre dati sensibili dalla memoria a cui un programma non dovrebbe avere accesso.
Da allora, produttori di chip e sviluppatori di sistemi operativi hanno introdotto contromisure basate su un principio comune: azzerare o isolare i meccanismi di predizione del processore prima che possano essere utilizzati da codice non autorizzato. Lo studio del CSAIL dimostra però che questa strategia poggia su un presupposto fragile.






