HomeRiminiCronacaZucchine e cetrioli sempre più cari. Aumenta il credito agli anzianiAl Mercato coperto clienti più attenti ai prezzi e carrelli più leggeri: a fine mese la spesa si riduceFiorenzo Astolfi al banco del Mercato coperto, dove lavora da oltre quarant’anni: «I clienti sono gli stessi, ma acquistano meno e cercano sempre i prodotti più convenienti»Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFiorenzo Astolfi lo fa da più di quarant’anni. Si sveglia quando fuori è ancora buio, carica la macchina con frutta e verdura fresca e guida fino al Mercato coperto. Sono le 4 quando inizia a scaricare e a riempire il suo banco di ortofrutta, tra zucchine, pomodori, pesche e patate. Aveva 4 anni quando accompagnava il padre al mercato e oggi continua a farlo, ma "i prezzi non sono mica più quelli di una volta", racconta Astolfi. In più di quattro decenni ha visto cambiare il lavoro e aumentare i costi. Ci sono le alluvioni che rovinano i raccolti, così come il caldo torrido e ancora i fertilizzanti che costano e soprattutto negli ultimi mesi, il caro-carburante. "Mettiamo il caso di un camion dalla Sicilia: tra andata e ritorno sono 3mila chilometri, a cui si aggiungono le spese dell’autostrada e il diesel". "Dipende dalle annate, ma dopo il Covid il trend è quello di rincari sulla frutta e la verdura che sfiorano anche il 20%". La zucchina è "il prodotto che è rincarato di più", oggi un chilo arriva a costare 2.80 euro, un euro in più rispetto a dieci anni fa. "Ma anche i cetrioli non scherzano", 2.50 euro contro l’euro tondo o poco più del 2016. E i clienti di conseguenza, spendono meno. "I clienti sono più o meno gli stessi, alla fine devono pure mangiare, ma fanno meno spesa". Fiorenzo li conosce da anni, li chiama per nome e si accorge che "chi una volta non guardava neanche al prezzo, ora ci presta attenzione, cerca di andare a comprare nei banchi in cui i prodotti costano meno". Il cambiamento si vede soprattutto a fine mese, quando "si lavora meno, la gente evidentemente inizia a stringere di più la cinghia, ha le scadenze e allora il mio lavoro diminuisce". Crescono poi le richieste di credito. "Sono soprattutto anziani che attendono di incassare la pensione, io gli faccio credito e poi mi pagano. Con il tempo stanno aumentando sempre di più". La spesa alimentare è soltanto una parte del bilancio familiare. Si aggiungono utenze, sanità e trasporti. "Tutto questo assorbe il 41% dei consumi complessivi", spiega Confcommercio Rimini, citando dati nazionali. In media, si tratta di 9.600 euro pro capite all’anno, contro poco più di 5mila nel 1995. Il dato fotografa una spesa sempre più rigida, che lascia meno spazio agli acquisti che possono essere rimandati o ridotti. E il mercato se ne accorge. "Il punto - sottolinea Giammaria Zanzini, presidente di Confcommercio Rimini - è che quando quasi 41 euro ogni 100 sono già destinati a spese obbligate, lo spazio per le scelte si restringe. Per questo il tema del potere d’acquisto riguarda anche la tenuta delle nostre piccole imprese". Ma il concetto non è più solo quanto costa fare la spesa, ma "quanto stipendio rimane realmente a disposizione delle famiglie dopo aver pagato tutte le altre necessità", spiega Fabrizio Vagnini, presidente provinciale di Confesercenti Rimini. E settembre potrebbe aggiungere altro peso ai bilanci. Con l’arrivo di settembre potrebbero arrivare nuovi rincari su carburante e utenze: secondo Nomisma, nel 2026 potrebbero costare quasi 900 euro in più rispetto al 2025. "Aumenti che incidono sui bilanci familiari e riducono ulteriormente il margine disponibile per i consumi". Per chi ogni giorno deve fare i conti con le spese, anche qualche euro in più può quindi fare la differenza quando arriva il momento di riempire il carrello. Alle 4 del mattino intanto, Fiorenzo Astolfi continua a sistemare le cassette sul banco. Il lavoro comincia sempre allo stesso modo. È il conto finale però, a essere cambiato.