HomePesaroCronacaKesserling al vescovo: "Non bombarderemo"Dal diaro di monsignor Antonio Tani emerge il carteggio tra il prelato e i tedeschi nel 1944. L’idea era quella di salvare le opere d’arteA sinistra, monsignor Tani nel giorno del suo comiato. A lato, i comandanti della V Brigata Garibaldi in via RaffaelloRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUrbino rinasce. Oggi ricorre l’82° anniversario della Liberazione di Urbino dai nazifascisti. Purtroppo sono ormai pochissimi i testimoni diretti di quelle vicende che, peraltro, all’epoca avevano pochi anni di vita e non possono ricordare più di tanto, a meno che non siano stati testimoni diretti, compreso lo scrivente che aveva appena sostenuto, l’esame di ammissione alla scuola media, scuola che poi dovette frequentare nel palazzo dell’Istituto Magistrale perché il Collegio Raffaello, sede della media e del Liceo, fu occupata dai militari alleati.
I mesi precedenti l’arrivo di inglesi, american, canadesi, indiani e altri non erano stati caratterizzati da eventi bellici. La città non è stata fortunatamente bombardata né dai tedeschi né dagli alleati se si fa eccezione per il raid aereo inglese sulla stazione ferroviaria che era sotto il controllo tedesco. Il pericolo per gli urbinati era rappresentato dal deposito di ordigni esplosivi e chimici che erano stati installati all’interno della galleria ferroviaria che passa sotto la città, i quali peraltro furono fatti in parte esplodere dai tedeschi in ritirata all’imboccatura delle gallerie di Trasanni, così come fu fatto esplodere il ponte ferroviario a Schieti.







