HomeCultura e spettacoliDario Fo e l’arte portata al mare. Arrivano ora in mostra i suoi disegniQuando il Premio Nobel trasformò la spiaggia in museo. Da domani la Stamperia Pascucci gli rende omaggioQuando il Premio Nobel trasformò la spiaggia in museo. Da domani la Stamperia Pascucci gli rende omaggioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciQuanti colori s’infrangono sulle spiagge della memoria. Basta chiudere gli occhi e tornano alla mente quelle tele che da bambini ci sembravano piccoli mondi. Sono tele tutte diverse: lunghe strisce di stoffa, talvolta parei o copricostume allacciati tra loro e poi a un’asta. Piccoli nidi fantasiosi costruiti per necessità. Per ripararsi dal sole senza ombrellone. Per rifugiarsi e tornare a respirare dopo quegli undici mesi di trantràn. Quando ancora la vacanza all’italiana dettava un tempo di riposo minimo di un mese, quello di agosto. E per i giovani significava anche una vertigine di 45 giri, motori, sigarette. Giornate lunghissime e dolci che si consumavano proprio dietro quelle tende sgargianti.

Da questa folgorazione popolare, architettura di necessità, nel 1998 Dario Fo aveva deciso di trasformare la spiaggia libera di Cesenatico – dove viveva con la moglie Franca Rame – in un luogo d’arte aperto a tutti. Le tende sono diventate tele, le tele opere d’autore, la spiaggia il museo in cui esporle. Un luogo democratico, attraversato da luce e vento, dove l’arte non si contempla soltanto. Ci si passa accanto e la si sfiora. Ogni anno, nel tratto di spiaggia libera davanti a piazza Costa, quelle tende tornano a colorare l’estate. L’edizione numero 29 celebra i cento anni dalla nascita del Premio Nobel e i dieci dalla sua morte. Ma guarda anche alla storia lunga due secoli della stamperia Pascucci, che ha fornito agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna i tessuti stampati che Fo conosceva e amava tanto. Su quelle stoffe, gli studenti e gli ospiti del centro socio-occupazionale La Nuova Famiglia hanno raccolto e reinterpretato l’intuizione del maestro. Qualcuno ci ha disegnato sopra due amanti, qualcun altro fiori o danzatrici, alberi, gatti, maschere. Dario Fo, prima ancora di essere un grande autore teatrale, era stato studente all’Accademia di Brera.