Florindi, 56 anni, allenatore: "In piscina arrivò un ragazzo fragile, da lì iniziò tutto"Un connubio tra spiritualità e solidarietà. È la motivazione con la quale il melegnanese Roberto Florindi, 56 anni, allenatore di nuoto anche paralimpico, sta compiendo in questi giorni il Cammino di Santiago, alla ricerca di spunti per il suo prossimo libro, “Undici”, che sarà dedicato al tema della disabilità. I proventi del volume verranno in parte devoluti alla Tela di Matilda, associazione che opera a favore dell’inclusione. Florindi ha già al suo attivo una pubblicazione, l’autobiografia "MisterNessuno", il cui ricavato è stato, a sua volta, donato in beneficenza.
Con partenza da Porto, a suon di tappe tra i 25 e i 35 chilometri al giorno, l’allenatore sta percorrendo la porzione portoghese del Cammino; l’arrivo a Santiago è previsto per domenica.
Roberto Florindi, perché proprio il Cammino di Santiago? "Compiere questo percorso era un mio sogno nel cassetto, sin dagli anni Novanta. Ed eccomi qui. Zaino in spalla e kway, vista la pioggia che ha scandito più di una tappa. Ho alternato le tratte sull’Oceano a quelle interne, fra i boschi. I paesaggi sono suggestivi".
Quale parte del Cammino ha scelto? "Ho scelto di percorrere anche la variante spirituale, comprensiva di una tappa in barca, della salita al monastero di Armenteira e del pernottamento presso i francescani. È una tratta tra le meno battute, ma molto significativa".









