Meta ha chiuso il fronte americano, ma l’accordo raggiunto a Oakland rischia di aprirne altri. Dopo l’intesa da circa 18 miliardi di dollari con cui l’azienda di Mark Zuckerberg ha messo fine al procedimento sulla sicurezza dei minori su Facebook e Instagram, la Commissione europea è tornata ad alzare la voce. “Meta sa cosa ci aspettiamo”, ha detto il portavoce per la Sovranità tecnologica Thomas Regnier.

Bruxelles ha seguito con particolare attenzione le modifiche che Meta ha accettato di introdurre sulle proprie piattaforme con l’accordo: limiti al tempo trascorso sulle app e alle notifiche, uniti a nuovi vincoli ai sistemi di raccomandazione rivolti ai minori.

Bruxelles alza la pressione

Una parte delle tutele concordate negli Stati Uniti è già presente anche in Europa attraverso i Teen Accounts, che impongono ai profili degli adolescenti restrizioni sui contenuti e sui contatti, silenziano le notifiche durante la notte e prevedono strumenti di controllo parentale. L’intesa americana introduce però limitazioni più incisive, tra cui un tetto giornaliero automatico all’utilizzo, il blocco delle app nelle ore notturne e notifiche silenziate durante l’orario scolastico.

L’Unione vuole lo stesso livello di protezione per i suoi minori. La richiesta arriva mentre la Commissione Ue sta già contestando a Facebook e Instagram, nell’ambito del Digital Services Act, meccanismi che spingono gli utenti a restare collegati più a lungo e possono favorire un uso compulsivo.