Bruxelles – La Commissione europea introdurrà misure per tutelare i minori online, simili a quelle adottate ieri dagli Stati Uniti nell’accordo con Meta? “Posso solo confermare che abbiamo avuto degli scambi con l’azienda”. Si tratta di “un dialogo continuo che stiamo portando avanti per offrire una protezione altrettanto valida ai nostri bambini qui nell’Unione Europea“. L’ha dichiarato oggi (27 agosto) il portavoce dell’esecutivo UE, Thomas Reigner, in merito al processo che ha visto il gruppo californiano accusato di aver progettato deliberatamente le sue piattaforme social in modo da creare dipendenza negli adolescenti. Ieri Meta si è accordata con 48 Stati statunitensi per pagare fino a 18 miliardi di dollari (15,45 miliardi di euro) di risarcimenti e adottare delle modifiche per limitare l’accesso dei minori.Durante il briefing quotidiano con la stampa, Reigner ha ribadito che, analogamente al Paese a stelle e strisce, palazzo Berlaymont lavora constantemente sulla questione. Il risultato principale è stata l’adozione della legge sui servizi digitali (DSA) nel 2022, il regolamento dell’Unione Europea che stabilisce regole di sicurezza, trasparenza e responsabilità per i servizi e le piattaforme online. Il portavoce ha inoltre ricordato che a luglio scorso, palazzo Berlaymont ha avviato “un’indagine su Meta per gli stessi identici sospetti” sorti oltreoceano, giungendo alla conclusione che il design di Facebook e Instagram, “creando dipendenza, viola effettivamente il DSA”.Reigner ha precisato che non si tratta di stabilire “chi infliggerà la multa più salata”, ma di “proteggere efficacemente i nostri figli online“, definita l’essenza del “lavoro attualmente in corso”. Nel chiarire gli sviluppi futuri delle indagini in corso, Reigner ha sottolineato che spetta al colosso americano “prendere impegni e offrire garanzie qui nell’Unione Europea per proteggere i nostri figli” da tale progettazione. In particolare l’esecutivo si aspetta che l’azienda riveda “una gestione adeguata del tempo trascorso davanti allo schermo” e “un adeguato controllo parentale su queste piattaforme”.Quando è stato fatto notare che, nell’accordo statunitense, gli impegni assunti da Meta hanno una durata temporanea, il portavoce ha affermato che le aziende che si “assumono impegni in Europa”, devono rispettarli “per tutto il futuro”. Pertanto adesso la piattaforma deve “valutare i rischi che i suoi sistemi e design – che creano dipendenza – potrebbero comportare nell’Unione”. Dal punto di vista dell’esecutivo ciò significa “modificare il comportamento di un’azienda qui in Europa” e decidere “quali impegni possiamo accettare per risolvere un caso in base alla nostra legislazione”, ha concluso. Dunque “la palla è in mano a Meta”.All’interno dell’Unione, alcuni esortano palazzo Berlaymont a una posizione più assertiva nei confronti del colosso. Sui suoi canali social, il ministro degli Affari digitali polacco, Krzysztof Gawkowski, ha rimarcato: “Le piattaforme digitali devono assumersi la piena responsabilità delle loro azioni e per questo ho richiesto l’imposizione a Meta di una sanzione pari a un miliardo di złoty” (la valuta polacca). Il ministro ha poi precisato di aver “inviato alla Commissione europea una formale richiesta di sanzionare la piattaforma con un importo di 250 milioni di euro“, dopo aver analizzato “i materiali, inclusi quelli ricevuti da Meta, nonché le successive notizie dei media sul mancato controllo dei contenuti pubblicati”. Con “prove più che sufficienti”, ora si aspetta che la Commissione europea “conduca rapidamente il procedimento e imponga la sanzione”. Questo “far west sulla piattaforma deve finire“, ha ribattuto.Anche dall’Italia sono giunti “inviti analoghi”. Gli eurodeputati (S&D) del Partito democratico, Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti, in una nota di oggi hanno dichiarato che “quanto emerso negli Stati Uniti richiede una risposta anche in Europa”. È da maggio 2024 che “la Commissione europea ha aperto un procedimento nei confronti di Meta proprio sulla protezione dei minori” e per questo motivo, hanno chiesto alla vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, “a che punto siano le verifiche, dopo oltre due anni, e quali risultati siano emersi finora”. Non solo, hanno richiesto se misure simili a quelle accordate negli Stati Uniti “possano essere richieste alle piattaforme nell’ambito degli obblighi già previsti dal DSA o se siano necessarie ulteriori iniziative legislative europee“. Nel ribadire che “la tutela dei minori non può essere subordinata agli interessi economici delle piattaforme”, i due hanno ribadito: “L’Europa deve garantire che la sicurezza e il benessere dei più giovani vengano prima dei profitti delle grandi piattaforme digitali”.
Minori online, UE: "dialogo con Meta dopo accordo con USA"
Sull'accordo oltreoceano per limitare l’accesso dei bambini online, un portavoce UE ha ribadito l'impegno per proteggere i minori sulle piattaforme













