VENEZIA - Non ha mai conosciuto l’amante romano della sua vittima, né la sua ex moglie, tanto meno il loro figlio. In Italia ci è arrivato passando per la Capitale, ma senza poter contare su appoggi o contatti di qualsiasi genere, non sarebbe stato quello il punto di incontro con il mandante, la persona che l’ha pagato per sfregiare con l’acido una veneziana 32enne. Però un mandante c’è stato: l’agguato del 26 giugno, a Peseggia di Scorzé, è stata un’aggressione su commissione, comandata e pagata in contanti - 3500 euro, per la precisione. Almeno, questa è la verità di Leo Dimovski, il 22enne macedone che è stato accusato dell’assalto di due mesi fa. Ieri, per tutta la mattinata, il giovane è stato ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Andrea Innocenti per l’interrogatorio di garanzia; quasi tre ore di colloquio, il ventenne assistito dall’avvocato Marianna de’ Giudici ha risposto alle domande, ma il quadro che ha tratteggiato coincide solo in parte con le ipotesi di indagine su cui hanno lavorato i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Monica Guzzardi. «Il racconto di Dimovski dovrà essere verificato punto su punto, ovviamente - ha sottolineato la procuratrice aggiunta Barbara Sargenti - Questa è la sua versione, a noi il compito di chiarire quanto ci sia di vero».
Sfregiata con l'acido, il sicario confessa: «Pagato 3.500 euro per sfigurarla»
VENEZIA - Non ha mai conosciuto l’amante romano della sua vittima, né la sua ex moglie, tanto meno il loro figlio. In Italia ci è arrivato passando per la Capitale, ma senza...











