Calasetta. 28 agosto 2026 alle 00:33

Una nacchera, mollusco protetto, e ancora vivo, nascosto tra gli scogli a pochi metri da un ombrellone. È quanto hanno trovato domenica scorsa gli agenti della Stazione forestale di Sant’Antioco, intervenuti nella Spiaggia Grande a Calasetta dopo la segnalazione di alcuni cittadini. Il ritrovamento ha portato all’avvio degli accertamenti nei confronti del presunto responsabile e alla predisposizione del rapporto destinato alla Procura.

Al centro dell’intervento è stato un esemplare di Pinna nobilis, la nacchera, il più grande bivalve del Mediterraneo. L’animale era stato prelevato dal mare e poi occultato in un anfratto tra le rocce. Una condotta particolarmente grave per una specie protetta e oggi fortemente minacciata.

La Pinna nobilis è infatti tutelata dalla direttiva europea Habitat del 1992. Tra le principali minacce figurano l’inquinamento marino, i cambiamenti climatici e i prelievi illegali. Il divieto riguarda non soltanto gli esemplari vivi: è vietato anche raccogliere, detenere o vendere le conchiglie vuote, o parti delle loro valve.

Per chi viola le disposizioni sulla protezione della specie sono previste conseguenze penali: l’arresto da due mesi a due anni oppure, in alternativa, un’ammenda da 2 mila a 12 mila euro. Dal Corpo forestale arriva un nuovo appello rivolto a bagnanti e turisti: non portare via nulla dai litorali, neppure conchiglie, sabbia o ciottoli. In Sardegna la Legge regionale 16 del 2017 prevede infatti, salvo che il fatto costituisca un più grave reato, sanzioni amministrative da 500 a 3 mila euro. La vicenda di Calasetta riporta l’attenzione sulla necessità di rispettare l’ambiente marino e le specie che lo abitano.