L’ennesima ondata di calore di quest'estate rovente presenta il conto agli ospedali campani. Temperature superiori di sei-sette gradi alle medie stagionali, colonnine di mercurio costantemente attestate attorno ai 40 gradi e oltre, afa persistente e notti tropicali stanno facendo perdere il già precario equilibrio clinico a molti anziani e malati cronici. Il primo fronte dell’emergenza è rappresentato ancora una volta dai pronto soccorso di Napoli, dove il problema non consiste soltanto nel numero degli accessi ma soprattutto nella complessità delle persone da assistere.

NAPOLI Al Cardarelli il flusso si mantiene costantemente elevato e superiore a quella ordinario. Nel più grande ospedale del Mezzogiorno arrivano prevalentemente anziani con più patologie, spesso trasferiti dalle residenze sanitarie per anziani oppure provenienti da altri presìdi della città e della provincia. Una parte consistente necessita di accertamenti, osservazione prolungata e, nei casi più seri, di un posto letto. Non si tratta soltanto di colpi di calore. I medici devono affrontare disidratazione, pressione molto bassa, alterazioni del sodio e del potassio, peggioramento della funzione renale, scompenso cardiaco e riacutizzazioni di malattie respiratorie. «Il caldo - spiega Ciro Mauro, primario della Cardiologia - agisce come un moltiplicatore del rischio: riduce le riserve dell’organismo, modifica la risposta ai farmaci e può far precipitare in poche ore condizioni rimaste fino a quel momento compensate». Sul Cardarelli pesa anche l’arrivo di pazienti da territori che non coincidono con il suo naturale bacino di utenza. Molti giungono dalla provincia, altri da fuori regione. Sotto stress è anche il Cto, dove il carico assistenziale è aggravato dalla tipologia dei pazienti. Anziani con scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, diabete, demenza, malattie oncologiche o renali richiedono esami, trattamenti e un’attenta revisione delle terapie. Le dimissioni diventano difficili quando il paziente vive solo oppure dovrebbe tornare in un’abitazione molto calda, senza climatizzazione e senza una rete familiare capace di seguirlo. Meteo Napoli e Campania, le previsioni di venerdì 28 agostoIl quadro si ripete nei pronto soccorso dell’Asl Napoli 1 Centro. Al Pellegrini, al San Paolo e all’Ospedale del Mare arrivano persone con vertigini, debolezza, nausea, tachicardia, confusione mentale, crampi e cadute provocate da improvvisi abbassamenti della pressione. Nei casi meno gravi sono sufficienti la reidratazione, il controllo dei parametri vitali e alcune ore di osservazione. Una cinquantina gli accessi negli ultimi dieci giorni con queste caratteristiche. Nei fragili anche una perdita apparentemente modesta di liquidi può determinare un danno renale acuto, uno scompenso cardiocircolatorio o uno stato confusionale che rende necessario il ricovero. Alla pressione climatica si sommano così le fragilità economiche e abitative: case poco ventilate, impossibilità di utilizzare a lungo il condizionatore e persone sole che non riescono a bere o ad alimentarsi regolarmente. LE PROVINCE La rete dell’emergenza resta in allerta anche nell’area metropolitana di Napoli: a Pozzuoli, Giugliano, Frattamaggiore, Castellammare di Stabia, Nola e nei presìdi dell’area vesuviana si registrano soprattutto riacutizzazioni di patologie croniche. Il caldo arriva inoltre in un periodo nel quale gli organici risentono delle ferie estive e la disponibilità di posti letto è più limitata. Il rischio è che l’aumento dei casi rallenti le dimissioni e determini l’accumulo dei pazienti nelle aree di osservazione. «Va sottolineato - spiega il manager della Asl Napoli 2 nord Monica Vanni - che già all'inizio della stagione calda, i Pronto soccorso sono stati allertati e organizzati in modo adeguato a far fronte tempestivamente a eventuali emergenze per fenomeni climatici estremi stagionali». Gli ospedali più interessati dagli accessi sono stati il Rizzoli di Ischia, il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore con alcuni ricoveri, il Santa Maria delle Grazie (Pozzuoli) e il San Giuliano (Giugliano). «I dati - conclude Vanni - ci dicono che la situazione è complessivamente sotto controllo. A fronte di un fisiologico incremento degli accessi in Pronto soccorso in tutta la Campania non possiamo parlare di emergenza, grazie anche alla funzione di controllo messa in campo da Asl e Comuni attraverso le attività di sentinella e prevenzione dei servizi territoriali con i medici di medicina generale e pediatri che hanno gestito febbri, bronchiti, polmoniti e tante gastroenteriti e sintomi da disidratazione». Lo stesso scenario ha interessato il Casertano, il Ruggi di Salerno, Nocera Inferiore, Battipaglia, Vallo della Lucania e gli ospedali delle aree interne e costiere, chiamati a fare i conti anche con l’aumento estivo della popolazione. I sanitari invitano soprattutto a non modificare autonomamente le terapie. Diuretici e antipertensivi, durante le giornate più calde, possono richiedere una rivalutazione, ma ogni correzione deve essere decisa dal medico e controllare ogni giorno anziani soli e non autosufficienti.