Il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto come diffamatori alcuni contenuti pubblicati da Dagospia. D'Agostino: «Conosco le regole del gioco e i rischi del mestiere»

Ammonta a 75mila euro il risarcimento che Roberto D’Agostino, il fondatore di Dagospia, dovrà dare a Rocco Casalino, ex capo della comunicazione del Movimento 5 Stelle e portavoce di Giuseppe Conte quando era presidente del Consiglio. Il Tribunale di Brindisi ha stabilito che alcuni articoli e contenuti pubblicati da Dagospia a partire dal 2019 avrebbero leso la sua reputazione. In particolare, a D’Agostino viene contestata la diffamazione con l’aggravante dell’utilizzo del mezzo della stampa nonché dell’attribuzione di fatti falsi.

Gli articoli contestati

Tra i contenuti finiti al centro della vicenda c’è un articolo dedicato alla carriera di Beppe Convertini, nella quale, secondo Dagospia, avrebbe avuto un ruolo anche Casalino. «Come ha fatto Beppe Convertini, dal basso del suo curriculum tv, a ottenere la conduzione de La vita in diretta – Estate? il fustacchione di martina franca deve la sua fortuna alla solida amicizia con Rocco Casalino» era stato scritto sull’articolo. Nello stesso anno il sito di D’Agostino aveva pubblicato un articolo de L’Espresso, accompagnandolo con il titolo «Casalino party……», ritenuto offensivo dal tribunale. Nel procedimento è stato preso in considerazione anche un fotomontaggio omofobo, che raffigurava Casalino alle spalle di Conte con un cartello molto esplicito.