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Farnesina in contatto con i connazionali presenti nel Paese. Quattro italiani, inizialmente irreperibili, comunicano di essere sopravvissuti

Sono tre gli italiani dispersi in Nepal dopo la terribile valanga di fango che si è abbattuta sulla valle del fiume Trishuli, a 120 chilometri dalla capitale Kathmandu. Secondo il bollettino diramato nel pomeriggio dall'Ente del Turismo del Nepal, inizialmente sarebbero stati due i connazionali scomparsi. La Farnesina ha però contattato i circa 130 italiani che si erano registrati sul sito "Dove siamo nel mondo", iscritti al registro AIRE oppure indicati negli elenchi dei tour operator. Hanno risposto tutti, tranne una coppia con doppia cittadinanza italo-svizzera, della quale non sono ancora state rese note le generalità, e Marco Ratto, gioielliere 50enne di Rapallo.

Uno degli italiani dispersi

Ratto preparava questo viaggio da più di un anno. Sembra che, al momento della frana che ha causato l'alluvione, si trovasse proprio al confine tra Nepal e Tibet, in attesa del tour operator cinese con cui avrebbe dovuto proseguire il viaggio. La famiglia attende notizie dalla Farnesina.