Spritz
Mario Alberto Marchi
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La sanità è il terreno su cui l’intesa veneta viene giudicata, e quello su cui il dibattito ha prodotto più confusione. Conviene separare due cifre che circolano insieme e non misurano la stessa cosa.
La prima è quella dei trecento milioni. Presentando l’intesa in Consiglio dei ministri a febbraio, Stefani ha spiegato che l’integrazione dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria consentirà di superare le attuali rigidità e potrà tradursi, per il Veneto, in circa trecento milioni aggiuntivi destinati ai cittadini, con effetti anche sull’accesso ai finanziamenti per l’ammodernamento edilizio e tecnologico. Non è un trasferimento iscritto da qualche parte, ma la stima dell’effetto di un cambio di regola contabile. Lo ha ribadito il 5 giugno, in audizione davanti alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, collegando quelle risorse alla possibilità di alzare gli stipendi di medici e infermieri attraverso i risparmi.






