REGGIO CALABRIA – Prima l’ironia contro Francesco Cannizzaro. Poi Antonio Tajani, accusato senza troppi giri di parole di essere «male informato». Infine, il bersaglio più ampio: il sistema stesso con cui, secondo Domenico Giannetta, il partito azzurro viene gestito nella regione. È un Giannetta diverso. Meno istituzionale, dal taglio ironico e dai modi più decisi. La trasformazione verso Futuro Nazionale sembra manifestare i suoi effetti anche dal punto di vista stilistico.
Quello che appare nel video in esclusiva al Quotidiano del Sud non è più il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. Si può starne certi. Niente giacca. Nessuna cravatta. Camicia sbottonata (ben tre bottoni) che espone un petto spavaldo. Camicia, tra l’altro, rigorosamente scura. Non nera, non esageriamo. In ogni caso è risaputo: l’abbigliamento è anche un modo di comunicare. E il primo messaggio è questo: Domenico Giannetta, oggi, è il candidato di Futuro Nazionale alle elezioni suppletive di Reggio Calabria.
La stoccata a Cannizzaro: «Da Adesso Reggio ad Adesso Milano»
Giannetta comincia con l’ironia. E prende subito di mira Francesco Cannizzaro. «La politica sa anche essere simpatica. Fino a ieri parlavamo di Adesso Reggio, da oggi parliamo di Adesso Milano. Probabilmente, se io non avessi alzato il livello del dibattito politico, tra qualche mese avremmo parlato di Adesso Lazio». Il riferimento è qui allo slogan – “Adesso Reggio” che ha accompagnato la scalata di Cannizzaro verso Palazzo San Giorgio. Giannetta lo ribalta per contestare una gestione politica che, nella sua lettura, avrebbe spostato la prospettiva delle decisioni fuori dal territorio. La linea retorica è quella già utilizzata da Roberto Vannacci, che in un video social aveva criticato la scelta di Forza Italia di candidare alle suppletive l’avvocato romano Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia. «Un romano da eleggere con i voti dei reggini».










