Bene ha fatto Roberto Occhiuto a scaraventare fuori dalla maggioranza Domenico Giannetta, dopo che costui ha deciso di candidarsi con Vannacci alle suppletive reggine. L’atto dell’ormai ex capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale è stato un salto della quaglia in piena regola, e come tale davvero poco onorevole, oltre che diseducativo.
Non si passa all’opposizione dall’oggi al domani
Non si passa, con la responsabilità istituzionale che si riveste, all’opposizione dall’oggi al domani.Giannetta aveva l’opportunità storica, visto che non è l’ultimo arrivato, di aprire una questione di dignità all’interno del partito, mettendo insieme il malessere di quei dirigenti che non hanno sopportato di subire la candidatura di un paracadutato da Roma, in barba ai sacrifici fatti da tutti i sostenitori azzurri per fare di Fi regionale un riferimento nazionale. Perché se Forza Italia Calabria è il primo granaio italiano dei berlusconiani è grazie ai voti dei calabresi, non a quelli degli elettori brianzoli o dei Castelli e palazzi romani. Giannetta e i tanti che non avevano digerito la scelta di Cannizzaro di candidare un ‘preconfezionato’ nei salotti della Capitale, dovevano contestare apertamente il segretario regionale invece di andare a piagnucolare sul bavero di Vannacci. Troppo facile mollare un partito quando non si ottiene quel che si vuole. Bello e appassionante ,invece, combattere dal di dentro per riequilibrare le cose in senso democratico. Ecco perché il passaggio dell’ex capogruppo di Fi alla corte del Generale non è una pagina edificante della politica.












