Una delle voci filosofiche, non solo italiane, più intense e profonde della seconda metà del ‘900 e di questo primo scorcio di secolo
Si è spento mercoledì scorso Vincenzo Vitiello, una delle voci filosofiche, non solo italiane, più intense e profonde della seconda metà del ‘900 e di questo primo scorcio di anni 2000. Mi legano alla sua figura innumerevoli ricordi. Anzitutto perché, negli anni in cui frequentavo l’università, era il grande amico del mio maestro Carlo Sini, cosa che già gli conferiva ai miei occhi un’aura del tutto privilegiata.








