Un sistema di simulazione avanzato capace di riprodurre in modo accurato i collegamenti radio fra la Terra e una sonda spaziale, quando di mezzo c'è il Sole. Lo hanno realizzato gli studiosi del progetto HELIOS, promosso dall'Agenzia Spaziale Europea e coordinato dall'Università di Bologna. Grazie a questo nuovo strumento, i ricercatori sono riusciti a mettere a punto una serie di soluzioni – presentate ora sulla rivista Radio Science - per migliorare la capacità di comunicazione in queste fasi delicate.
"Quando una sonda spaziale si sposta sul lato opposto del Sole, rispetto alla Terra, inviare e ricevere comunicazioni diventa molto difficile o addirittura impossibile", spiega Paolo Tortora, professore al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Alma Mater, che ha coordinato il progetto HELIOS. "Per questo abbiamo lavorato per mettere a punto nuove tecnologie capaci di ridurre i problemi di comunicazione e migliorare l'affidabilità del contatto con i veicoli spaziali durante questi periodi critici".
Il momento critico in questione è quello della "congiunzione solare": quando una sonda spaziale che viaggia attraverso il nostro sistema solare appare prossima al Sole, vista dalla Terra. In questi casi il plasma emesso dal Sole e il vento solare possono disturbare in modo rilevante le comunicazioni radio. Di norma, per non rischiare di ricevere dati incompleti o peggio ancora trasmettere comandi errati, durante le congiunzioni solari le sonde vengono messe in una sorta di stato di ibernazione. Ma questi periodi possono durare anche a lungo, da qualche giorno a qualche settimana.






