"L'ultimatum che abbiamo posto è scaduto: qualsiasi lancio proveniente da Gaza verso le comunità del sud di Israele sarà accolto con una dura risposta". Ad annunciarlo è il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. La questione, è ancora quella del “lancio” degli aquiloni da Gaza che il governo Netanyahu ha bandito già da domenica scorsa. Ogni lancio, chiarisce Katz, sarà considerato “un atto terroristico”. “In quanto tale, riceverà una risposta decisa contro i responsabili, gli organizzatori e gli esecutori. L'Idf utilizzerà tutti gli strumenti necessari, compresa l'evacuazione della popolazione dai quartieri della Striscia di Gaza da cui vengono effettuati i lanci", ha affermato Katz aggiungendo che "Israele non permetterà a Hamas di tornare ai metodi di intimidazione e minaccia contro le comunità del sud, come facevano prima del 7 ottobre, e chiunque lo farà pagherà un prezzo salato".Il bando risale al 23 agosto, quando il ministro dellascriveva su X di aver dato, insieme a Benjamin Netanyahu, disposizioni alle forze armate per allocare “una politica di zero tolleranza e zero concessioni” contro il lancio di aquiloni e palloncini verso gli insediamenti del Negev: “Qualora i lanci dovessero continuare, verranno intraprese azioni forti per porre fine a questo fenomeno. La pena per palloncini e aquiloni è la stessa di quella per i droni: con o senza materiali esplosivi”. I comitati popolari di Gaza, ovvero le reti di ong e associazioni di beneficenza che gestiscono i campi per sfollati, avevano risposto con un appello diretto ai genitori, coordinato con le autorità di Hamas: “Stiamo lavorando instancabilmente sul campo e facendo tutto il possibile per fermare questa pratica. Non per limitare l’infanzia dei nostri figli, che sono già stati privati dei diritti più elementari di giocare e vivere in sicurezza, ma per proteggere le loro vite innocenti”, hanno scritto in un comunicato stampa.Hamas, però, ha negato qualsiasi responsabilità diretta, definito gli aquiloni “giocattoli per i bambini nei campi di sfollamento” e accusato Israele di usarli come un “pretesto fabbricato” per proseguire gli attacchi nonostante il cessate il fuoco dello scorso ottobre.