Piazza Sa Turritta, nel cuore del centro storico di Perfugas, diventa la cornice di “Al di là del mare – Dialoghi sonori ai confini del jazz”, un concerto che riunisce sei musicisti provenienti da esperienze, luoghi e percorsi differenti attorno a un linguaggio comune: il jazz.

L’appuntamento è per giovedì 3 settembre alle 21.30. Il titolo “Al di là del mare” non indica una destinazione precisa, ma un movimento: attraversare distanze, culture e sensibilità musicali diverse, seguendo quella naturale capacità del jazz di assorbire, trasformare e mettere in relazione mondi lontani. Dalle atmosfere brasiliane al ritmo dello swing, dalle forme più legate alla tradizione afroamericana alle scritture e alle sonorità del jazz moderno, il concerto si svilupperà come un percorso libero tra differenti modi di intendere melodia, ritmo e improvvisazione. Il mare diventa così una metafora dell’incontro. Protagonista la formazione in sestetto, con Veronica Farnararo alla voce, Massimo Greco alla tromba, Barend Middelhoff al sassofono, Stefano Calzolari al pianoforte, Giannicola Spezzigu al contrabbasso e Federico Pintus alla batteria.

La presenza contemporanea di voce, tromba e sax offre una tavolozza particolarmente ampia: i due fiati possono muoversi come una piccola sezione, intrecciarsi con la voce, sostenere le melodie o aprire spazi ai solisti; la ritmica, a sua volta, può passare con naturalezza da situazioni essenziali e intime a momenti più pieni, energici e corali. È anche un incontro tra geografie musicali e biografie diverse. Molti dei protagonisti hanno legami profondi con la scena jazz emiliana e bolognese, luogo di passaggio, formazione e collaborazione per musicisti provenienti da differenti parti d’Italia e d’Europa. Barend Middelhoff arriva dall’Olanda ed è da anni attivo a Bologna; Massimo Greco porta nel progetto il proprio percorso di musicista siciliano e una lunga esperienza nazionale e internazionale; Giannicola Spezzigu, sardo e originario di Perfugas, ha vissuto per oltre venticinque anni a Bologna prima di tornare nell’isola; Federico Pintus è anch’egli sardo.