Ce n’è per tutti i gusti: al profumo di pino, agli agrumi, alla lavanda, alla rosa. Sono i detersivi e gli igienizzanti che utilizziamo quotidianamente per pulire pavimenti, abiti, oggetti di bagno e cucina. Nella nostra immaginazione, l’igiene ha un intenso sentore di freschezza. In realtà dietro questa gradevole sensazione olfattiva si nasconde una realtà chimica più preoccupante. Perché l’aria davvero pulita non dovrebbe avere alcun odore.

A ricordarlo, in una comunicazione presentata all’ultimo congresso della American Chemical Society, è stato un gruppo di ricerca della Purdue University guidato da Brandon Boor, docente di ingegneria civile e delle costruzioni. Che ha dimostrato come i composti aromatici presenti nei prodotti per la pulizia, sia quelli convenzionali sia quelli “naturali” a base di oli essenziali, reagiscano con l’aria di casa, formando miliardi di nanoparticelle invisibili. Così, mentre eliminiamo lo sporco (batteri e virus) dalle superfici, generiamo un inquinamento atmosferico domestico forse anche più pericoloso dei germi.

Profumo di foresta

Per capire cosa accada tra le mura di casa occorre osservare quello che avviene nei boschi: da tempo sappiamo infatti che le piante emettono sostanze organiche volatili chiamate terpeni, come il pinene rilasciato dagli alberi di pino. All’aperto, questi composti reagiscono con l’ozono presente nell’atmosfera creando minuscole particelle sospese che, aggregandosi, favoriscono persino la formazione delle nuvole. Ma all’aperto la concentrazione di terpeni è ridotta e la reazione avviene molto lentamente.