Recentemente Landspace ha dimostrato la capacità di recuperare il primo stadio di un razzo spaziale orbitale (Zhuque-3) mentre si prepara al prossimo lancio e al riutilizzo del vettore. Di contro ESA e Arianespace hanno deciso di rinunciare all'aggiornamento di Ariane 6 dopo Block 2 per puntare direttamente alla prossima generazione di vettori che saranno parzialmente riutilizzabili e potrebbero debuttare negli anni '30.
Una delle critiche alla capacità di lancio europea è quella legata alla dipendenza da poche società (principalmente ArianeGroup e Avio). Ora l'ESA vuole cambiare le carte in tavola annunciando i vincitori di contratti per l'European Launcher Challenge così da finanziare nuove realtà che possano fornire ridondanza, maggiore cadenza di lancio e riducendo i costi complessivi. Il divario con USA e Cina è grande e non recuperabile nel breve-medio periodo, ma lo Spazio rappresenta una risorsa importante dal punto di vista scientifico, tecnologico, economico e militare e non può essere trascurato (fornendo anche la base per lavori ad alta specializzazione).
ESA e il futuro dei razzi spaziali europei
Secondo quanto riportato, l'ESA ha siglato i primi contratti definita come una strategia "espandere l’offerta di servizi di lancio europei e garantire una maggiore robustezza nell'accesso dell'Europa allo Spazio". L'idea è quella di fornire fondi europei via via che obiettivi verranno raggiunti dalle società coinvolte.












